Questo articolo è la presentazione di un incontro che si terrà venerdì 10 ottobre. Ci muoveremo tra il lavoro su di sé della IV Via e i Vangeli, con l’intento di entrare dentro noi stessi e ‘prendere’ le risorse interiori che sono già nel nostro interno.

Come riportato nella famosissima canzone di Franco Battiato, ‘Centro di Gravità Permanente’ è quel nucleo che si costituisce a seguito di un lavoro su sé stessi calibrato nel tempo. Esso dà una forza per cui ‘non fa cambiare idea sulle cose e sulla gente’. Cosa vuol dire questa frase? Potrebbe sembrare rigidità, come dire ‘io so come funziona il mondo’. In realtà il presupposto per l’edificazione del Centro di Gravità Permanente passa attraverso la ‘porta stretta’ dell’auto-osservazione e di un nutrimento di qualità: prima di sapere come funziona il mondo esterno, serve comprendere il proprio mondo interiore.

Come è composto il nostro mondo interiore? Dalla Falsa Personalità che è il risultato dei condizionamenti ricevuti (genitori, famiglia, figure rilevanti, società). Attraverso l’auto-osservazione può condurre all’edificazione della Personalità Purificata, ossia ciò che è stato vagliato e reso cosciente. Questa, a sua volta, diventa strumento al servizio dell’Essenza, il luogo dei nostri talenti, della nostra identità reale: l’essenza è il corpo di manifestazione dell’Anima.

L’uomo comune vive immerso nelle proprie identificazioni. Trasformarle in Presenza significa compiere un lavoro di qualità. Rendere stabile anche solo per pochi minuti questo stato richiede sacrificio: ecco perché Gurdjieff affermava che ‘’Il vero lavoro su di sé inizia nel momento in cui si è edificato un centro di gravità permanente’’. È l’apice dell’Uomo Numero 4; dopo questo passaggio, inizia il risveglio: l’Uomo Numero 5.

Nella tradizione cristiana questa tappa si collega alle prove del deserto di Gesù. Dopo quaranta giorni di digiuno arrivò Satana e tentò Gesù (Matteo 4:1-12). Le tentazioni in quei passaggi richiamano tre aspetti:

  • la fame (i bisogni materiali),
  • i poteri spirituali,
  • il potere sugli altri.

Satana come tentatore è l’immagine esterna di ciò che dentro di noi prende forma come ‘io’ di non lavoro: il giudice, il sabotatore e l’aguzzino, le parti che emergono dove c’è ombra e regna l’aridità interiore e che cercano di farci deviare dal cammino.

‘’Il deserto è un’indicazione di lavoro su sé stessi molto potente perché se si comprende il deserto si comprende sé stessi. La sensazione di smarrimento che si vive nel deserto è la prova più significativa, perché se in quel luogo (interiore) si riesce a trovare qualcosa, questa sarà la pietra d’angolo su cui si può edificare il tempio’’ tratto da ‘Le storie del Lavoro su di sé – Il deserto interiore’

Perché questo lavoro sia sostenibile, è necessario conoscere la via dell’acqua e la via del fuoco: da una parte la fluidità che accoglie, dall’altra l’intensità che brucia e purifica. Nei vangeli è citato il battesimo nell’acqua e nel fuoco: attraverso l’equilibrio tra queste due forze rende possibile l’edificazione del Centro di Gravità Permanente.

Durante l’incontro, fatto di condivisioni, letture e pratiche armoniche, esploreremo concretamente queste dinamiche per imparare a riconoscerle e a lavorarle in modo graduale, reale e trasformativo.

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