L’indicazione che ha dato Gurdjieff sull’amore: ‘’Ci sono due tipi di amore: l’amore meccanico e l’amore cosciente’’ per amare in maniera cosciente è necessario un lavoro su di sé.

In questo articolo si presenta a livello generale una mappatura di ‘amore cosciente’, essendo un’idea viva e concreta, un solo articolo non può essere sufficiente a spiegare in maniera esaustiva questo argomento. Questo sarà un tema che verrà approfondito più nel dettaglio in giornate dedicate e nel ‘corso’ del lavoro su di sé.

Quello dell’Amore è probabilmente allo stesso tempo il tema più semplice e complesso per l’essere umano. La ricerca dell’Amore attraversa tutta la storia umana, ispirando sia le forme artistiche che quelle spirituali. La ricerca dell’amore e la mancato ritrovamento produce grandi moti interiori. Come vedremo, l’amore cosciente parte dal presupposto che occorre accorgersi del suo fuoco. Ma che cos’è questo fuoco? È un flusso sottile, distinto dai meccanismi abituali della personalità. Un’energia viva, che può essere navigata e attinta, ma non posseduta. L’amore della personalità, invece, tende a tradursi in un tentativo di trattenere ciò che, per sua natura, non può essere trattenuto. Da qui sorgono identificazioni, aspettative, attaccamenti… e inevitabilmente, sofferenza. L’idea dell’“amore per sempre”, tipica della fase adolescenziale, conosce l’intensità del fuoco iniziale, ma spesso non contempla il sacrificio silenzioso e costante che richiede amare davvero nel tempo. E così, se questo fuoco non viene riconosciuto e nutrito, l’amore rischia di diventare piatto, meccanico. L’amore è una dose energetica precisa. Per renderla cosciente, è necessaria un’attenzione e una cura continua. Non meccanica. Non automatica.

La differenza è sostanziale:

  • la meccanicità è composta da abitudini, credenze, reazioni ripetitive;
  • la coscienza è un viaggio nell’ignoto.

Praticare l’amore cosciente significa dunque questo: affacciarsi ogni volta al mistero dell’altro, non come abitudine, ma come atto nuovo e consapevole. L’amore cosciente è una pratica di lavoro su di sé che si attua attraverso l’auto-osservazione.

Il punto di partenza è accorgersi che siamo immersi nel mondo interno ed esterno da amore meccanico e che attraverso la personalità fa di tutto per evitare l’amore cosciente.

Giungono spontanee una serie di domande:

Che cos’è davvero l’amore?

Una forza attrattiva che ‘fonde’ l’essere umano a qualcosa o qualcuno, suscitando un coinvolgimento che parte dalle emozioni, influenzando le sensazioni corporee e i propri pensieri.

Come si sperimenta l’amore?

L’amore lo si sperimenta attraverso la sensazione di innamoramento. Questa percezione deriva da un gruppo di “io” forti che sono fusi con l’oggetto esterno. Poiché senza discernimento, l’amante può attribuire all’oggetto esterno la sensazione di amore anche se questa non coincide con l’autentico significato di amore. L’amore cosciente ha come finalità quella di svelare cosa è proiezione, come si possono usare le diverse sfumature presenti e dar forma alla ricerca di un autentico amore verso di sé (“Ama te stesso” dei Vangeli).

Quali tipi di amore esistono?

Attraverso la sensazione di innamoramento si attribuisce alla parola “amore” un significato universale in cui si mette nello stesso calderone l’ossessione da cui può scaturire un omicidio, l’affinità erotica con una persona, l’affetto per il proprio animale domestico, il suonare il proprio strumento musicale preferito o la commozione a seguito di una preghiera. Esistono diversi tipi di amore e ognuno ha delle funzioni specifiche.

A. Amore di sé (Accorgersi delle differenze tra il Sé e l’ego. Quanto si è in grado di amarsi e di accogliersi così come si è.)

B. Proiezioni amorose (Si traducono in quelle che vengono denominate come “pene d’amore”. Non è amore, è la parte della personalità utile a dissolversi affinché ci possa essere evoluzione. In ciascuna delle 7 categorie è presente.)

  1. Amore istintivo (La sfera dell’eros. E’ l’energia creatrice, l’essere umano esiste a seguito di rapporti sessuali. La sua funzione può comportare l’addormentamento o il risveglio)
  2. Amore spontaneo (Provare amore in maniera spontanea, come nei confronti dei propri affetti più cari. Anche gli animali provano questa forma di amore. Nel vedere due scoiattoli che giocano attorno ad un albero, nell’essere attratti da un fiore, nel percepire l’eternità in un tramonto)
  3. Amore relazionale (La sfera dell’affettività-sentimentale della coppia. Le relazioni in generale)
  4. Amore soglia (Eventi che, a seguito di una perdita – tipo un lutto, una malattia, un abbandono – fanno sentire vivi)
  5. Amore vocazionale (La sfera del proprio talento e il benessere che ne deriva nel momento in cui lo si nutre)
  6. Amore sacrificale (La cura, sia verso sé che verso gli altri. Ciò che “non piace” ma è funzionale. Le relazioni – sia belle che brutte – la richiedono. È qui che si sperimenta l’”ama i tuoi nemici” e “ama il prossimo tuo”)
  7. Amore spirituale (L’attrazione verso il divino, nel percepire Dio dentro di sé)

Attraverso queste semplici domande e classificazioni, ognuno può far partire un’indagine interiore che può svelare in maniera pratica quale relazione si ha con l’amore, quali punti di luce e oscuri presenta, affinché possa compiersi un lavoro su di sé di amore cosciente. Lo strumento principale necessario per svolgere questa indagine è l’accoglienza: è attraverso questa qualità che si può procedere in maniera funzionale, evitando le paralisi del giudizio. L’energia dell’accoglienza tocca la sfera dell’amore di sé (e non dell’ego) e può produrre un lavoro reale e trasformativo di amore cosciente.

L’AMORE SPIRITUALE

Come è raccontato nella storia del maestro Sufi Farid Al Din Attar ‘Le falene e la candela’, solo la terza falena che si è bruciata e fusa nel fuoco della candela può dire cos’è l’Amore, perché questa è innanzitutto un livello di emanazione.

Farid al Din Attar – Il verbo degli Uccelli – Le falene e la candela

Una notte le falene, sentendosi angustiate, vennero a parlamento e decisero di partire alla ricerca di una candela. ‘’Qualcuno’’ dissero ‘’dovrebbe recarci una notizia dell’amata’. Partì allora una falena, raggiunse un lontano castello ed entrò in una stanza in cui baluginava la fiamma di una candela, ma subito ritornò dalle sue campagne e cominciò a farne una descrizione secondo quanto aveva compreso. L’anziana dell’assemblea li levò per criticarla ‘’Costei non sa nulla della candela!’’.

Partì una seconda falena che volò sino al castello, e penetrando in quel chiarore volò sulla fiamma a rispettosa distanza. Quindi entrò nel raggio dell’Amata battendo eccitata le ali, ma infine la candela prevalse e la falena fu sopraffatta. Quando tornò dalle compagne costei poté rivelare ben miseri segreti, descrivendo la sua effimera unione con l’Amata. Ancora una volta l’anziana si levò a criticarla ‘’ nessun indizio di lei chi hai dato, mia cara, tu ce ne parli non diversamente da colei che ti ha preceduto’’.

Una terza falena si levò allora in volo, ebbra di desiderio oltre ogni misura. Entrata in quel remoto castello, planò sul fuoco a passo di danza e quindi vi immerse il capo e le ali, e felice si perse nella fiamma. Il fuoco s’apprese al suo corpo da capo a piedi e le sue membra ne assunsero il rosso colore! Quando l’anziana dell’assemblea ne ebbe notizia, la candela aveva già reso la falena dello stesso colore della sua luce. ‘’Costei sì’’ commentò ‘’ha veramente agito!. Ma chi potrà mai saperne qualcosa? Sola essa può sapere, non altri!’’ O tu, come potrai avere notizia dell’Amato se non ti sei liberato del pensiero, del corpo e dell’Anima? Se ti dessero notizia anche di un solo capello della sua chioma, farebbero con ciò sanguinare la tua anima! Ma nessuna anima diventa così intima di questi luoghi, nessuno a lungo resiste da queste parti!

Passando ai Vangeli, Gesù sull’Amore diceva: “Ama il prossimo tuo come te stesso”, “Ama i tuoi nemici” e “Ama il Signore Dio tuo”. In queste parole sono presenti quattro livelli:

  1. Ama te stesso
  2. Ama il prossimo tuo
  3. Ama i tuoi nemici
  4. Ama il Signore Dio tuo

Questi sono quattro livelli di consapevolezza altissimi che costituiscono la ricerca di una vita. Solo attraverso un amore cosciente questi livelli possono essere conosciuti.

Che cos’è dunque l’amore cosciente? Se l’amore meccanico si basa sulle influenze esterne, l’amore cosciente parte dal proprio mondo interiore, per poter amare gli altri serve innanzitutto amare sé stessi. Senza l’amore di sé è pressoché impossibile amare il prossimo. E cosa serve per amare i propri nemici? Matteo 5:43-44 ‘’ Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano ‘’. Per arrivare a pregare per quelli che vi perseguitano è necessario un atto di fede. Solo attraverso questa ‘porta stretta’ si può giungere all’intuizione che Dio è dentro di sè.

Lascia un commento