Si possono unire Lavoro su di Sé, Arte e Intuizione?
L’arte può risvegliare qualcosa dentro di noi? Può un’opera, una melodia o una poesia portarci a vedere la realtà in modo nuovo? E se fosse proprio questa la chiave per comprendere come l’arte e l’intuizione possano diventare strumenti di trasformazione interiore?
L’arte come strumento di risveglio
Molte tradizioni spirituali utilizzano l’arte per guidare l’essere umano verso una maggiore consapevolezza. Pensiamo alle icone sacre, ai mandala, alle opere rinascimentali che celano significati esoterici.
L’arte ha la capacità di parlare direttamente all’inconscio, senza bisogno di spiegazioni razionali. Ma per coglierne il messaggio serve uno stato di neutralità e apertura. Se la mente è troppo occupata, difficilmente potremo percepire la profondità di un’opera.
Come possiamo allora usare l’arte per il lavoro su di sé? Un primo passo è osservarla provando a mollare i giudizi gli stress e le preoccupazioni affinché un’opera ci parli direttamente.
Quando si inizia ad intraprendere un lavoro su di sé, si scopre che dentro di noi si aprono nuovi canali di percezione. Chi è incline alla spiritualità potrebbe sviluppare una sensibilità maggiore nella preghiera o nella meditazione. Chi ha una sensibilità spiccata potrebbe percepire con più chiarezza aspetti della realtà che prima sfuggivano. Chi invece ha un’indole artistica potrebbe trovare nell’arte un mezzo potente per esplorare e comprendere sé stesso.
Se esiste una connessione tra arte, intuizione e lavoro interiore, allora possiamo rappresentarla con un triangolo:
- Lavoro su di Sé → Basato sull’osservazione di sé, porta l’attenzione al mondo interiore e quindi del proprio corpo, emozioni e pensieri. Attraverso l’auto-osservazione si dovrebbe andare a formare un ‘Io Osservatore’ che è in grado di cogliere gli stimoli interni ed esterni.
- Arte → È la dimensione della bellezza, ma serve avere occhi per vedere. Se siamo immersi in giudizi, stress o preoccupazioni, anche davanti ai più grandi capolavori non coglieremo nulla. Pertanto, per poter godere dell’arte serve necessariamente varcare la soglia della neutralità.
- Intuizione → È una facoltà sottile che emerge quando la mente si libera da vincoli e schemi preconcetti che giudizi, stress e preoccupazioni nutrono in maniera considerevole. L’arte può nutrire l’intuizione, attraverso la porta d’accesso della sensazione della meraviglia vedendo con occhi nuovi quello che osserviamo. Le tappe successive per potenziare l’intuizione attraverso il lavoro su di sè sono il mettersi in diretto contatto con il proprio inconscio, il vuoto mentale ed infine il lavoro sugli archetipi che permettono di entrare in relazione con l’inconscio collettivo.
Ma esiste un punto in cui questi tre elementi si incontrano?
Il punto d’incontro: la Presenza
Se c’è un principio che può riunire Lavoro su di Sé, Arte e Intuizione, questo è lo Stato di Presenza o Ricordo di Sé.
Nel suo insegnamento, Gurdjieff affermava che la maggior parte degli esseri umani vive in uno stato di sonno, incapace di percepire la realtà in modo autentico:
“La Presenza è il diritto naturale dell’uomo, ma oggi appare solo in brevi e rari momenti. Non è possibile renderla stabile senza un allenamento speciale.”
(Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto)
L’arte può diventare uno strumento per ritornare alla Presenza, se sappiamo osservarla senza filtri e lasciamo che ci parli direttamente.

Conclusione: un invito all’azione
Se l’arte può risvegliarci, possiamo usarla attivamente nel nostro percorso interiore.
Prova ad osservare un quadro, un paesaggio, un volto con occhi nuovi. Non limitarti a giudicare se è bello o brutto, ma senti cosa accade dentro di te. In quell’istante, potresti scoprire una chiave di accesso alla tua intuizione e alla tua vera essenza.





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