Come l’arte può creare una via d’accesso ad una percezione più profonda della realtà?

In questo breve articolo analizziamo come attraverso il connubio Arte e Lavoro su di Sé, possiamo sviluppare uno sguardo nuovo, capace di cogliere il significato nascosto dietro le immagini i suoni e i simboli che l’artista ispirato ha creato.

Come abbiamo scritto nell’articolo ‘Punto d’incontro’ l’allineamento di Lavoro su di Sé, Arte e Intuizione creano lo stato di Presenza. Ecco una breve traccia che ci danno anche i Vangeli.

Il lavoro base sull’intuizione parte da questi 3 livelli:
1. Neutralità – Per accedere alla Stato interiore di Presenza, è necessario momentaneamente silenziare i pesi del giudizio, stress e preoccupazioni. Il non cedere sempre spazio alla preoccupazione che produce lo stato di stress serve innanzitutto a non cadere facilmente nel giudizio. Come, dove, con chi, quando e perché si insedia l’apprensione che produce stress? Avendo osservato in noi questi meccanismi reattivi, e quali trigger li innescano risulterà sempre più facile accedere ad una certa neutralità, prima porta d’accesso della Presenza.

2. Avere occhi per vedere – La neutralità sospende il giudizio e questo nuovo stato ci permette la Presenza, dove un fluire dinamico degli eventi ci fa accedere alla dimensione dell’intuizione in quanto l’io ‘Osservatore’ (mondo interiore) si fonde con l’oggetto osservato (mondo esteriore). Questo nuovo stato apre la dimensione dell’intuizione generando un principio di ‘meraviglia’ che permette di vedere con occhi ‘nuovi’.  Il lavoro con l’arte può nutrire considerevolmente questo aspetto. Gurdjieff spiegava ‘’ Lo scopo dei miti e dei simboli era di raggiungere i centri superiori, di trasmettere all’uomo idee inaccessibili alla sua ragione, di trasmettergliele in forme tali da escludere ogni falsa interpretazione. I miti erano destinati al centro emozionale superiore, i simboli al centro intellettuale superiore’’. Usando il modello degli archetipi e dell’inconscio collettivo di Jung questo diviene un processo di integrazione tra conscio e inconscio attraverso cui l’individuo riconosce e trasforma le proprie ombre, accede agli archetipi e si connette all’inconscio collettivo. Strumenti come l’analisi dei sogni, l’immaginazione attiva e la contemplazione simbolica ci permettono di rivelare significati nascosti, favorendo l’individuazione e un senso più profondo di sé.

– Usare le forme d’arte e le sue pratiche per creare un legame con il proprio inconscio.

– Essere mangiati dal rumore rimbombante dei pensieri impedisce alla mente di essere limpida e predisposta all’ascolto delle intuizioni, creando Vuoto mentale

Inconscio collettivo: Farsi raggiungere dai modelli degli archetipi dei miti e dei simboli affinché ci possa essere una fusione tra l’inconscio personale e quello collettivo.

3. Ama i tuoi nemici – Attraverso l’allenamento, le facoltà intuitive ampliando la visione mutano il segno dell’esperienza passando dal ‘brutto’ al ‘reale’. Per affrontare questa fase del lavoro serve tenere in considerazione la propria storia cercando di evitare effetti indesiderati. Attraverso l’arte è possibile rivedere le proprie credenze, favorendo un cambiamento positivo che può estendersi in maniera virtuosa in molti campi della vita. Citando l’esempio, di Guernica di Picasso o di diverse opere di Van Gogh che sono considerate delle elevatissime forme di opere d’arte, pur non rispettando i canoni classici dell’armonia, riescono a creare un impatto emotivo profondo, mettendo l’Osservatore in contatto con il proprio inconscio generando intuizioni sul proprio vissuto personale.

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